Racconti e poesie
E' on line in numero 18 della rivista di Progetto Babele, lo potete scaricare da questo link:
http://www.progettobabele.it/toplink/download.php
In questo numero interviste a Lorella De Bon, Nanni Balestrini, Bartolomeo di Monaco e racconti inediti di Carlo Santulli, Massimo Burioni, Fabio Pontelli, Lara Gregori, Anna La Rosa e molti altri.
Buona lettura
L'altro ieri ho visto la mostra sulla Pop Art alle scuderie del Quirinale. Una bella mostra anche se ho trovato molte opere che conoscevo come invecchiate. Invecchiati i supporti, invecchiati i contenuti. L'opera che mi è piaciuta di più è stata il 'torso di donna negra' di Pino Pascali, uno dei miei amori di sempre. Molto bello anche il collage di Richard Hamilton che apre la mostra, anche se le meraviglie della tecnologia che dovrebbero arricchire le nostre case dopo più di 40 anni risultano piacevolmente obsolete come le immagini in bianco e nero ritagliate dai rotocalchi dell'epoca. Un tuffo nel passato recente. Il massimo dei voti va allo spazio espositivo: le scuderie del Quirinale sono bellissime e la veduta mozzafiato su Roma vale da sola la visita. Oggi pomeriggio volevo andare alla GNAM a vedere un'altra mostra, su Emilio Vedova ma putroppo la mia macchina ha una ruota sgonfia, Mi sono accontentata di una passeggiatina nel quartiere e di un caffé da Andreotti. Mi sono anche affacciata al mercatino della Comunità di S. Egidio ma c'era troppa gente. E' un ottimo posto per trovare libri fuori mercato, soprattutto Urania e gialli Mondadori.
Questa poesia me l'ha lasciata Franca Bassi in un post. Parla di Civita di Bagnoregio, un paese incantato.
Qui dimorano
le mie Fate Supreme;
un giorno ci sarò anch'io.
All'alba mi troverete
all'ingresso di Civita
lo sguardo rivolto a Bagnoregio.
Al tramonto, le spalle a Civita,
e lo sguardo verso i calanchi
guarderò la Cattedrale
illuminata dai raggi del sole.
Nei giorni di vento
aiuterò la nebbia
a sollevare il borgo
per riposare l'erosione.
Quando la neve imbiancherà
troverete le mie impronte
per i vicoli e nei giardini.
Qui un giorno mi troverete
Alcune sere fa ho litigato con una persona che non credevo razzista per difendere i soliti Rumeni accusati come etnia (che parola fascista tra l'altro) di tutte le peggiori nefandezze. Ho scoperto con raccapriccio che l'intolleranza è sempre dietro l'angolo e che ascoltare del jazz insieme ogni tanto non significa necessariamente essere amici, occorre condividere altre cose, modi di pensare, sentimenti. Credo che per come si è comportata quella persona passerà molto tempo prima che io trascorra un'altra serata con lei, se mai lo farò. Quindi sottoscrivo ancora con maggior piacere l'appello presentato tra gli altri da Wu Ming, Giuseppe Genna e Valerio Evangelisti Invito i frequentatori occasionali ed abituali di questo Blog a fare altrettanto. In fondo all'appello trovate un link al sito dove si può firmare la petizione. Forse una semplice firma non serve a cambiare il mondo ma è un modo per prendere posizione, per sottrarsi all'omologazione. Un ultima cosa: l'appello si intitola Trangolo Nero, come il triangolo che i Nazisti applicavano sulle divise dei deportati zingari. Firmate gente, firmate!!!

Ho trovato questo libro per un caso fortunato al mercatino domenicale della Caritas a via del Porto Fluviale. Anni fa avevo visto visto l'omonimo film di Nicolas Roeg con David Bowie. L'uomo che cadde sulla terra è Newton un alieno scampato alla siccità sul suo pianeta d'origine, Anthea, che cerca sulla terra le risorse per salvare il suo pianeta. Newton viene però schiacciato dal nostro mondo. La storia raccontata da Walter Trevis si risolve in una satira feroce dell'America del suo tempo (il libro è stato scritto nel 1963, il film è del 1976) attuale anche oggi. Mi sono documentata sull'autore: dapprima professore universitario nell'Ohio, si è spento a New York nel 1979 dopo essersi votato all'alcolismo ed aver smesso di scrivere. Una parabola non molto diversa da quella di Newton. La copertina che ho postato appartiene ad un'edizione successiva alla mia.